Forse la vergogna sta nel non permettere ad una persona di esprimere liberamente il proprio pensiero -su suolo pubblico ricordiamolo- come recita il 21° Articolo della nostra Costituzione.
O forse nelle parole conclusive di quella ragazza che -rivolgendosi ai manifestanti- ha parlato di vittoria, quando per essa si dovrebbe indicare il risultato positivo di una controversia tra una o più parti, costituite uguali, che si scontrano su di un terreno comune.
Ma quello di ieri in Piazza Maggiore a Bologna, non può certamente essere definito scontro alla pari: perchè da una parte stavano idee deplorevoli, retrograde e avvilenti per il mondo femminile e per il principio democratico del libero arbitrio, enunciate ed argomentate però con razionalità, intelligenza e rispetto degli astanti.
Dall'altra parte invece, si trovava il più che sensato rifiuto della retrocessione culturale e civile, conseguente alla richiesta moratoria della legge 194, che il nostro già vetusto paese potrebbe (!) subire, qualora questo pseudo-partito (che si autodefinisce movimento culturale!) potesse dire la propria, una volta raggiunto il quorum richiesto dalla vigente normativa elettorale, argomentato però con violenza, nel pieno disprezzo dell'avversario grazie all'ausilio della forza annullatrice e rumorosa della massa, contro il singolo.
No, non si può parlare di vittoria, ma di vergogna. Sì.
Vergogna per aver attaccato inutilmente l'esponente di questo partito che fa già harakiri quando apre bocca, quando ricorda allo spettatore/ascoltatore la sua storia giornalistica e la sua attuale occupazione e i suoi vetusti pensieri politici, civili e culturali.
Che seppur -a mio parere- alienanti, sono comunque pensieri di un uomo, supposto libero, in un paese libero, governato da leggi democratiche (che sì, non sempre sono rispettate nemmeno da chi le promulga e le dovrebbe far rispettare, ma questa è un'altra storia) che permettono a questo individuo di pensare secondo gusto e intelletto personale, esprimersi, manifestare -liberamente, MA NEL RISPETTO ALTRUI- le proprie opinioni e perchè no, portarle fino al parlamento.
E' questo che permette la nostra Costituzione, è questo quello che dovrebbero permettere tutte le Costituzioni di tutti i paesi del mondo intero.
E nei giorni seguenti le violenze, perpetrate nei confronti di alcuni manifestanti -e di un popolo- in aperto conflitto culturale e civile con una sedicente Repubblica, comportamenti anti-democratici di questo tipo sono quanto di più inammissibile ci possa essere.
Soprattutto dopo aver tacciato quella stessa Repubblica di comportamento dittatoriale.
P.S. Se poi fosse possibile chiedere a Cofferati, che cosa pensa invece di questo comportamento da parte delle forze del (dis)ordine, sarebbe veramente interessante.
Redatto & Postato da: j0rd1
Il Giorno: 03/04/2008 13:29 | Collegamento Permanente |
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